Contro

Prevenzione e contrasto agli estremismi violenti

L’associazione DERAD-ITALIA APS nasce con l’intento esclusivo di fornire consulenza e favorire un distacco da ideologie ed organizzazioni estremiste violente che rifiutano il pluralismo, la democrazia, l’uguaglianza e lo stato di diritto e/o inducono uno stato di dipendenza nei propri membri. L’associazione è iscritta nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) nella sezione «ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE».

L’associazione opera nei seguenti ambiti di intervento (L.112/2017):

d) educazione, istruzione e formazione professionale, nonché le attività culturali di interesse sociale;

g) formazione universitaria e post-universitaria;

h) ricerca scientifica di particolare interesse sociale;

v) promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata;

w) promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici.

“Si intende per radicalizzazione il processo con cui un soggetto adotta un sistema di credenze estremiste, inclusa la volontà di usare, sostenere o facilitare la violenza, come metodo per portare cambiamenti sociali”.

(Allen 2007)

Non c’è un unico percorso che porta al coinvolgimento dei giovani in un percorso estremista violento.
Vi contribuiscono fattori socio-economici, psicologici e contestuali.
Fattori di spinta possono essere il senso di marginalizzazione, di discriminazione, la percezione di essere perseguitati, di essere trattati ingiustamente, l’assenza di educazione, ma anche la ricerca identitaria o di senso, il bisogno di autostima o di sicurezza e molti altri fattori.
D’altra parte i gruppi estremisti agiscono come poli di attrazione che a volte forniscono servizi, reddito, impiego e promettono di soddisfare bisogni individuali come il senso di appartenenza, un ambiente di supporto, il riscatto dall’umiliazione e talvolta anche la vendetta dai torti subiti.
Non sempre l’ideologia radicale porta all’atto violento, però occorre essere consapevoli che questo può accadere.
La migliore strategia è la prevenzione con cui si può evitare l’inizio della radicalizzazione o, qualora questa sia già cominciata, l’escalation verso la mobilitazione violenta.
È importante favorire il senso di inclusione e di appartenenza, il rispetto per le diversità, la capacità di resistere alle difficoltà o alle sfide della vita, aumentare la percezione di sicurezza e di benessere sui quali poter costruire il proprio futuro.
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